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Il Digital Divide in Italia

Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più spesso di “Digital Divide”, ma non tutti sanno davvero cosa significhi. In pratica, è la distanza che si crea tra chi riesce a usare Internet e le tecnologie digitali senza problemi e chi invece rimane indietro, per motivi economici, sociali o anche semplicemente per mancanza di competenze.
In Italia questa differenza si nota parecchio.

Da una parte ci sono persone che usano Internet ogni giorno per studiare, lavorare, pagare bollette o prenotare visite mediche; dall’altra ci sono cittadini che ancora oggi non hanno nemmeno una connessione stabile o non sanno utilizzare strumenti di base come una mail o un’app per i servizi pubblici.

Il digitale ormai non è più un “extra”: fa parte della vita di tutti. Per questo rimanere esclusi significa avere meno possibilità di informarsi, di trovare lavoro o anche solo di partecipare alla vita sociale. La pandemia lo ha mostrato chiaramente: tante famiglie non riuscivano a seguire la didattica a distanza o a gestire documenti online, proprio a causa di questo divario.

Capire dove nasce il Digital Divide e come si può ridurre è quindi fondamentale, soprattutto per noi studenti, che spesso diamo per scontato l’uso della tecnologia senza renderci conto che non tutti sono nella stessa situazione.

 Il Divide Infrastrutturale

Il primo problema è quello delle infrastrutture, anche se si parla molto di fibra ottica e banda ultralarga, la verità è che in Italia non tutte le zone sono coperte allo stesso modo. Le grandi città se la cavano bene, mentre molti piccoli comuni, specialmente in montagna o nelle aree interne, hanno ancora connessioni lente o instabili.

Chi vive in una zona con connessione veloce può fare praticamente tutto: video-lezioni, smart working, streaming, servizi online vari, chi invece vive dove la rete è scarsa rischia di essere tagliato fuori, anche se avrebbe la stessa voglia e necessità di usare Internet.

Questa differenza non riguarda solo la comodità: può influire sul futuro dei territori. Le aziende preferiscono aprire sedi dove Internet è veloce, i giovani tendono a trasferirsi in zone più connesse e le aree meno digitali rischiano di spopolarsi.

Lo Stato sta investendo per portare la fibra anche dove non è conveniente per gli operatori privati, ma i lavori richiedono tempo e non sono sempre facili. Fino a quando la rete non sarà davvero omogenea in tutto il Paese, il divario infrastrutturale continuerà a pesare.

AREA / PAESEFTTH/FTTB copertura totale
(% famiglie)
Copertura nelle aree rurali
(% famiglie)
Italia57%37%
Romania64,5%48%
Danimarca72%92%
Paesi Bassi67%90%
Lettonia62.8%83%
Spagna59%83%

L’Alfabetizzazione Informatica

Anche avere Internet non basta, perché molte persone non sanno come utilizzarlo davvero. Questo è il secondo tipo di Digital Divide: quello legato alle competenze.

I dati mostrano che in Italia una parte importante della popolazione ha competenze digitali basse, e questo si vede ogni giorno: c’è chi non sa inviare un allegato, chi ha paura di fare un pagamento online, chi non riconosce una truffa e chi semplicemente non riesce a orientarsi tra SPID, ID digitali e siti della Pubblica Amministrazione.

Le categorie più in difficoltà sono soprattutto gli anziani, gli stranieri, le famiglie a basso reddito e in alcuni casi anche le donne, che in certe zone hanno meno possibilità di formazione tecnica. Sembra strano, ma anche i giovani spesso non sono così competenti come si pensa: sanno usare bene i social, ma non programmi più utili per lo studio o il lavoro.

Avere buone competenze digitali oggi è come saper leggere e scrivere: serve per tutto. Per questo l’alfabetizzazione informatica è uno degli aspetti più importanti da migliorare, altrimenti il Digital Divide continuerà a crescere, anche se le infrastrutture migliorano.

Le soluzioni

  • Piano Italia a 1 Giga: programma finanziato dal PNRR che mira a portare connessioni ad almeno 1 Gbps nelle aree bianche, cioè quelle meno servite dal mercato, garantendo pari opportunità di accesso alla rete su tutto il territorio nazionale.
  • Piano Italia 5G: iniziativa che punta a estendere la copertura della rete mobile 5G anche nelle aree rurali, montane e a fallimento di mercato, migliorando la connettività dove la fibra è più difficile da realizzare.
  • Banda Ultra-Larga (Strategia BUL): strategia nazionale avviata per sviluppare infrastrutture in fibra ottica nelle zone meno redditizie per gli operatori privati, spesso attraverso investimenti pubblici e partnership pubblico-private.
  • Repubblica Digitale: iniziativa nazionale dedicata alla diffusione delle competenze digitali tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, per affiancare allo sviluppo delle infrastrutture anche la crescita delle capacità di utilizzo delle tecnologie.
  • Voucher connettività per famiglie e imprese: contributi economici destinati a incentivare l’attivazione di connessioni a banda ultra-larga, soprattutto per famiglie a basso reddito e piccole imprese.